Blind Nordic Walking

Blind Nordic Walking: nuovi equilibri e sensazioni

L’esperienza di questo autunno con il gruppo di non vedenti è fortemente impressa nella memoria di quanti hanno partecipato ai diversi incontri svolti tra gli splendidi scenari della via Appia Antica e del parco degli Acquedotti.

I prati un po’ umidi del parco degli Acquedotti, il basolato antico della Regina Viarum, ci hanno accolto con la voglia di trasmettere quello che già avevamo SENTITO nelle nostre attività settimanali.

Negli ultimi anni la diffusione della pratica sportiva nelle persone con disabilità ha subito grandi cambiamenti ampliando i propri spazi d’intervento, le finalità e, soprattutto, i concetti fondamentali sui quali si basano le attività proposte.
Nella persona disabile è cresciuta la consapevolezza d’appartenere con pieno diritto alla società e di poter contribuire al suo sviluppo con le proprie risorse fisiche, intellettuali e morali.
Per chi è portatore di disabilità, vivere la propria vita non significa escluderne il movimento.

Inutile dire che la sensibilità e l’abitudine ad usare canali diversi di percezione degli amici non vedenti e ipovedenti ci lasciano sempre stupiti di fronte all’abilità motoria e alle capacità di attenzione e concentrazione, e sempre la nostra tensione iniziale si trasforma in partecipazione, ricerca di una nuova modalità di dialogo, percezione del camminare ancor più consapevole con tutti i nostri sensi.

Commenti

Le parole degli amici che hanno partecipato attivamente al progetto e allo sviluppo delle varie attività del Blind Nordic Walking.

Abbiamo iniziato così Simonetta ed io, un po’ per allenamento, molto per il piacere di stare insieme e anche perché fare le cose con i nostri cani ha davvero un valore aggiunto. Abbiamo nominato il nostro andare “nordic a 12 zampe” perché Tea cane guida, e la mia Fiore sono compagne inseparabili delle nostre uscite. Villa Pamphilj la raggiungiamo a piedi, e appena dentro indossiamo i bastoncini e iniziamo il nostro giro, attente alle sensazioni, immerse nella vita del parco, con il piacere di sentire sotto i piedi le caratteristiche del terreno che varia dai sentieri al prato, dalle salite ripide del boschetto, alle erbe umide accanto al ruscello. Punto di riferimento importante il fiumiciattolo che con il suo mormorio ci accompagna lungo la strada, così come il suono della cascata, ed anche il rumore del traffico che arriva da fuori e che ci aiuta ad orientare il cammino. Perché noi il parco lo viviamo così, con tutti i sensi.
È bello che la persona non vedente attraverso il nordic walking possa sperimentare il cammino autonomo, allenandosi e insieme godendo dell’ambiente intorno a sé grazie alle percezioni sensoriali e propriocettive, alle descrizioni di chi accompagna, ai riferimenti che si trovano lungo il percorso, alle variabili stagionali che regalano profumi nuovi, canti di uccellini, oppure lo scricchiolare del ghiaccio sotto le scarpe o ancora il fresco sollievo del bosco nelle giornate estive. Ci fermiamo ogni tanto a riconoscere un tipo di corteccia, una foglia, la forma di un tronco, oppure camminiamo spedite spingendo sui bastoncini con la dinamica del movimento che ci scalda, sincronizzando passi e respiro.
Per aiutare la mia amica a formare una rappresentazione mentale completa del posto dove camminiamo ho realizzato con il das una mappa in 3d della Villa, artigianale certo, ma con i “nostri” punti di riferimento: il ruscello, l’albero di cachi dove le cagnoline si fermano a cercare i frutti caduti a terra, il fontanile dove vorrebbero tuffarsi, la collina della salita più ripida, il casale dove si nascondono i gatti. E davvero Simonetta si orienta e mi sembra si diverta a riconoscere i sentieri del parco, camminando sciolta e autonoma grazie ai bastoncini, affrontando i cambi di pendenza e le andature più “sportive” con grande naturalezza seguendo la mia voce o semplicemente sentendo il mio movimento. Basta prestare attenzione e leggere il terreno quando serve segnalando radici, fango o buche da evitare.
Quanto mi ha insegnato camminare con una persona non vedente! Quei percorsi tanto noti per averli fatti milioni di volte, diventano ogni giorno stimolanti e ricchi di novità se solo cambio “punto di vista” e mi immergo con una diversa consapevolezza in ciò che mi circonda. La condivisione delle piccole sorprese della natura e la gioia delle nostre quadrupedi che corrono accanto a noi rendono perfette le nostre uscite.

Dopo le presentazioni, con i bastoncini tra le mani, il lavoro si rivolge alla ricerca, tutti insieme, di nuovi equilibri e sensazioni di passo e coordinazione.

Il passo diventa via via sempre più sciolto e naturale, l’appoggio dei piedi adatto al terreno, le spalle si aprono nella giusta posizione di spinta e respirazione, i “bacheti” si trasformano in validi compagni di avventura. Durante gli incontri si “gioca” con la voce e con i suoni: campanelli sui bastoncini per creare un “corridoio sonoro”; campanacci e maracas per indicare da lontano la giusta direzione da seguire nell’invito a camminare autonomi, senza contatto con l’istruttore; la voce e le indicazioni studiate insieme per avvisare di ostacoli e di modifiche del terreno.

Camminate più o meno lunghe, con leggere variazioni di pendenza, diventano il filo conduttore per condividere il nostro tempo e il nostro cammino!

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