i suggerimenti tecnici di RomaCammina
camminare in montagna
Estate
Tempo di vacanze: per molti vuol dire un periodo di relax accompagnato alle sane camminate in montagna, con o senza i bastoncini da Nordic Walking.
Camminare in montagna è un’attività fisica completa, che apporta tanti benefici fisici e mentali e che sembra davvero alla portata di tutti. Spesso si crede che sia semplice avvicinarci a questo tipo di vacanza, ma così semplice non è e ho quindi pensato che potesse essere utile scrivere qualcosa sull’argomento.
Camminare è un movimento semplice e naturale, un movimento innato in tutti che non ha bisogno di grandi spiegazioni. Camminare in montagna, immersi nella natura, a stretto contatto con l’ambiente e lontano dai frastuoni e dal ritmo frenetico della città, aiuta ad amplificare il beneficio della “semplice” passeggiata.
Per camminare in montagna è necessario avere comunque una buona dose di allenamento: se si è alle prime armi e non si è mai fatto nulla è essenziale valutare bene il proprio livello di preparazione e il tipo di escursione; se invece si è già un po’ più abituati a questi contesti sarà necessario tener comunque conto di altre questioni importanti.
Per potersi divertire camminando in montagna (e acquisirne tutti i benefici) è necessario che ognuno scelga il percorso più adatto alle proprie capacità e alla propria esperienza: per far ciò vediamo sinteticamente quali parametri possiamo considerare.
Scala di difficoltà del percorso
Un primo elemento che ci può aiutare è quello relativo al grado di difficoltà che l’escursione comporta.
La scala delle difficoltà escursionistiche è suddivisa secondo la metodologia CAI che, per i sentieri di montagna, suddivide gli itinerari secondo la seguente scala:
T = itinerario turistico su sterrati, mulattiere o sentieri di montagna senza difficoltà
E = itinerario escursionistico su sentieri, nevai, passaggi su brevi tratti rocciosi e non esposti, per il quale è consigliata una carta topografica
EE = itinerario per escursionisti esperti, su sentieri scoscesi, terreni impervi, nevai e passaggi su roccia. Necessaria la carta topografica
EEA = itinerario per escursionisti esperti con attrezzatura alpinistica, previsti superamenti di passaggi attrezzati e/o vie ferrate.
Dislivello da affrontare
Le persone che possiamo dire essere sufficientemente allenate (ovvero quelle che durante l’anno fanno sport 1 o 2 volte la settimana) possono affrontare con una buona dose di tranquillità anche camminate in montagna con 600/800 metri di dislivello; chi invece e fuori forma o ha problemi cardiovascolari è meglio che non superi i 400 metri di dislivello.
È possibile anche essere super allenati (ben oltre i 2 allenamenti settimanali durante l’anno) ma non avere alcuna esperienza su che cosa significhi camminare in montagna: in questo caso si potrebbe iniziare con un’escursione di trekking media, con circa 700/900 metri di dislivello.
Altitudine
Chi è abituato lo sa già, ma chi ha poca esperienza di camminate oltre una certa altitudine può farsi trovare completamente impreparato. Più si sale, più l’aria è pura e sicuramente possiamo apprezzare panorami da togliere il fiato, ma attenzione perché il fiato ce lo toglie anche l’altezza in sé! Infatti camminare già intorno ai 2000 metri è differente: più si sale, più si fatica, perché riusciamo a ventilare sempre meno ossigeno. Oltre i 4000 metri, i tempi di percorrenza raddoppiano.
Ultime considerazioni
Ci preme segnalare solo altri due elementi che riteniamo centrali e che, se sbagliati, rischiano di rendere la nostra escursione una sofferenza: parliamo dello zaino e delle scarpe.
Zaino
Quasi sempre chi cammina in montagna porta con sé uno zaino: già quelli più limitati, per le escursioni di un giorno, si fanno sentire quando addosso ci portiamo 7/10 kg in più; figuriamoci, poi, quando i kg in più sono 20 e dobbiamo portare in spalla il peso per escursioni di più giorni.
Facciamo sempre attenzione a non portar dietro elementi inutili e, nel caso di trekking di più giorni, è opportuno sovraccaricate lo zaino anche nelle escursioni brevi di preparazione, così da abituare le spalle.
Abbiamo parlato dello zaino e della sua regolazione in un altro articolo tecnico: clicca qui se lo avevi perso!
Scarpe
Quante volte ci è successo di “sbagliare” calzature e di essere costretti, anche durante camminate poco impegnative, a fermarci a causa di vesciche e male ai piedi?
Diventa quindi una compagna fondamentale una buona scarpa (scarpone) da trekking, adatto all’escursione che si sta per affrontare e corredato da calze tecniche che assicurano una vestibilità perfetta, la massima traspirabilità e sono studiate proprio per ridurre il rischio di vesciche!
Nonostante tutto questo, però, ricordiamoci sempre che in montagna siamo “ospiti” e non ci si deve mai improvvisare, perché anche la più semplice delle passeggiate può presentare insidie e difficoltà.
È suggerito quindi di affidarsi, per ogni eventualità, a professionisti del settore come le Guide alpine o gli Accompagnatori di media montagna che, oltre a conoscere il proprio territorio, sanno come ci si deve comportare e sono addestrati per mantenere sempre le condizioni di massima sicurezza!