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364,50 KG per 2.260 KM ca

fonte: ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

Violenza di genere: informarsi è il primo passo per proteggersi

RomaCammina è un’associazione fatta di persone, relazioni e cammini condivisi.
Per questo non possiamo ignorare un tema che riguarda da vicino la nostra società e, spesso, anche le nostre comunità: la violenza di genere.

Siamo un’associazione con una forte presenza femminile, sia nello staff sia tra le persone associate, e sentiamo la responsabilità di dare il nostro contributo non solo attraverso il movimento e la condivisione, ma anche attraverso l’informazione e la consapevolezza.

Questo articolo nasce con l’obiettivo di fornire alcune informazioni di base, utili a orientarsi nel caso si subisca o si assista a una situazione di violenza di genere: a chi rivolgersi, quali sono i primi passi possibili, quali strumenti esistono per chiedere aiuto e denunciare.
Parlare di questi temi non è mai semplice, ma conoscere i propri diritti e sapere che non si è sole o soli può fare la differenza. Anche questo è un modo di camminare insieme.

rompere il silenzio

Ascoltare i campanelli d’allarme

La violenza nelle relazioni, in special modo la violenza da parte di un partner, nella vita delle donne è la forma di violenza più comune.
Rompere il silenzio è il primo passo per uscirne.
Ogni comportamento che possa essere ricondotto a una delle parole dell’immagine nasconde una forma di abuso, di sopraffazione: saperlo riconoscere come tale è il punto che fa la differenza fra una relazione sana e una no.

Nella donna vittima di violenza è possibile riconoscere i seguenti sintomi:

  • psicologici: paura, confusione, stati d’ansia, stress, attacchi di panico, depressione, insonnia, perdita di autostima, agitazione, auto colpevolizzazione;
  • comportamentali: ritardi o assenze dal lavoro, agitazione in caso di assenza da casa, racconti incongruenti relativi a lividi o ferite, chiusura, isolamento sociale;
  • fisici: contusioni, bruciature, lividi, fratture, danni permanenti, aborti spontanei, disordini alimentari.

Nelle situazioni di abuso di coppia si tratta di una tecnica che manipola e controlla producendo dipendenza emotiva. Destabilizza la vittima creando momenti di attaccamento e momenti di disimpegno.

  • È imprevedibile
  • Alterna attenzione e calore a freddezza e disimpegno
  • Costruisce cicli di speranza e delusione
  • Produce ansia e confusione
  • Rafforza il legame traumatico

Di solito una vittima non reagisce alle prime avvisaglie di un comportamento violento con comportamenti di fuga, allontanamento o ribellione: è portata piuttosto a perdonarlo o comunque a trascurarlo, confidando che non si presenti più.

Un ceffone è già troppo.

Non sei sola

Che fare?

Un numero attivo 24h su 24, da cui rispondono operatrici specializzate.
È gratuito e opera in 5 lingue.

Non puoi parlare al telefono? Scrivi al 1522 via chat sul sito ufficiale: www.1522.eu.

I CENTRI ANTIVIOLENZA

Sono centri attivi in tutta Italia – il 1522 indica quello più vicino a cui rivolgersi – nei quali lavorano donne pronte a sostenere le vittime senza giudicarle e ad aiutarle segretamente a uscire dal tunnel della violenza. Offrono ascolto anonimo, sostegno psicologico, orientamento e consulenza legale gratuita.

Sul sito di Roma Capitale si può consultare la mappa dei Centri romani oppure cercare il centro più vicino qui https://www.direcontrolaviolenza.it/.

LE CASE RIFUGIO

Spesso a indirizzo segreto, se necessario ospitano le donne e i loro figli minorenni per un periodo di emergenza

IL PRONTO SOCCORSO

In caso di ferite o lesioni derivate da un’aggressione fisica, è importante recarsi al Pronto Soccorso e farsi rilasciare un referto dal medico di turno.
In alternativa è possibile farsi rilasciare un certificato dal proprio medico di fiducia.

in emergenza

Segnale universale di pericolo

Un gesto silenzioso in cui si piega il pollice nel palmo della mano e si chiudono le altre quattro dita a pugno sopra di esso, per comunicare pericolo e richiedere aiuto in modo discreto, soprattutto in videochiamate o quando l’aggressore è vicino.

Questo gesto, creato dalla Canadian Women’s Foundation nel 2020, è diventato globale e richiede la consapevolezza di chi lo osserva, che deve chiamare immediatamente il 1522 o il 112. 

Come eseguire e riconoscere il gesto

Esecuzione

  • alza la mano, palmo verso l’interlocutore
  • piega il pollice verso il palmo e poi chiudi le altre quattro dita sopra il pollice, formando un pugno


Riconoscimento

  • se vedi qualcuno fare questo gesto, è un segnale di aiuto in situazioni di pericolo domestico. 
Cosa fare se lo vedi

Non ignorarlo
È un segno di richiesta d’aiuto urgente.

Chiama aiuto
Contatta subito il numero antiviolenza nazionale 1522 (gratuito e attivo 24/7) o i numeri di emergenza locali (112/113).

Comunica in modo sicuro
Se possibile, cerca di fare domande chiuse (“Vuoi che chiami qualcuno?”) o chiedi informazioni via messaggio (es. “Manda un messaggio”) per non mettere in pericolo la persona.
 

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