Walking Meditation … un’esperienza condivisa

Camminare nel qui e ora,
essere nel momento presente

Posso dire tranquillamente che è stata un’esperienza indimenticabile. Per svariati motivi.

Prima di tutto il posto scelto da Donatella, una responsabile fantastica, attenta, animata dalla passione per il suo lavoro, che ha capito al volo di cosa c’era bisogno. Praticamente ha proposto un parco nel parco. Uno spazio all’aperto ma racchiuso tra le “mura” d’alberi , tanto da sentirsi avvolti tra le loro braccia. Intimo e protetto.

Altro motivo: un team preparato e appassionato ed un gruppo fatto al 99% da donne, non donne qualsiasi, ma da amanti e appassionate delle camminate, della natura, dell’arte e sopratutto umane, molto umane. Accoglienti ed aperte tanto da farmi sentire subito a casa.

Altro motivo è la curiosità e l’entusiasmo, il perfetto approccio per avvicinarsi a qualcosa di diverso. Come esploratrici pronte per una nuova avventura. Capaci di stupirsi come bambine di fronte ad una farfalla o un fiore. Alla scoperta del nuovo e pronte a mettersi in gioco.

Da ciò nasce infatti l’impegno nell’essere proprio nel momento presente, specie nel momento dell’apprendimento e dell’esperienza, proprio nel “qui e ora“. E le partecipanti lo hanno ampiamente dimostrato. Seguendo “passo a passo” esattamente ciò che spiegavo, con un impegno che ho visto poco in giro.

Devo dire che il senso di appagamento che ho avuto nel trasmettere la mia conoscenza ha superato ogni mia aspettattiva. Ho avuto tanta soddisfazione e ho ricevuto molto affetto ed infatti credo che il legame che è scoppiato quel giorno a Roma durerà molto a lungo perché tornerò sempre volentieri per incontrare questo meraviglioso gruppo umano.

Grazie RomaCammina per accogliermi con tanto entusiasmo.

Martedì 7 maggio, alle ore 17 presso il parco di San Gregorio al Celio, si è tenuta una lezione di Meditazione Camminata, condotta in esclusiva per RomaCammina da Emanuela Fiorenzi che ci ha scelto per la tappa romana del suo ritorno in Italia per offrirci una tecnica di meditazione tra le più antiche, naturali e semplici ma ancora poco praticata in occidente.
Emanuela ci ha indicato il metodo più veloce e semplice per poi poterla replicare nei vostri percorsi quotidiani abituali.

Attraverso la coordinazione tra  movimento, respirazione e presenza, i nostri passi diventeranno meditativi 👣
La meditazione camminata trae con sé alcuni importanti benefici mentali, psicologici e anche fisici, tra cui:

  • riduce lo stress
  • aumenta la concentrazione e presenza nel quotidiano
  • favorisce uno stato di calma e tranquillità
  • migliora la postura e il movimento
  • aumenta la percezione spazio temporale
  • favorisce il coordinamento
  • migliora l’umore.

Commenti

Le parole delle amiche e degli amici che hanno partecipato al primo incontro di camminata meditativa con la Coach Emanuela Fiorenzi

Avevo già praticato la meditazione camminata nei boschi del Trentino, qualche anno fa, perché è molto affine al mio essere, al mio sentire. Ho cercato sempre in questi anni di attività di insegnamento e pratica del nordic walking di mettere in atto quegli esercizi, quelle modalità, quella osservazione della natura che ti permette di sentirsi uniti corpo e respiro nell’ambiente circostante.

Questo incontro con Emanuela nel cuore della città di Roma, ma all’interno di un piccolo parco urbano come quello di San Gregorio al Celio, raccolto, silenzioso, che non ti aspetti a due passi dal Circo Massimo e Colosseo, ed in questa fase del mio percorso ha lasciato una consapevolezza nuova, ha arricchito i miei cassetti da cui attingo gesti, movimenti, percezioni da inseguire.
Il principale risultato raggiunto è stato il raggiungimento del qui e ora, del sentirmi pienamente presente nel momento presente, concentrata sui miei passi ondeggianti, il mio respiro, l’ambiente circostante con i suoi esseri viventi, ma anche percepire la bella energia del fare in gruppo.
È stata per me la possibilità di "rallentare", non solo nei movimenti fisici ma anche mentalmente.
Quel rallentare e prestare attenzione mi ha riportato alla consapevolezza dei miei piedi, di come li appoggio, di come li muovo e del peso che sostengono. E poi è stato importante averci unito anche la respirazione, inspirando aria che si propagava per tutto il corpo ed espirando, con un tempo più lungo, per far uscire pensieri e tossine.
Mi ha fatto essere presente ai miei movimenti riconoscendo il momento in cui la mente prendeva e partiva per conto suo e permettendomi così di riportarla lì dove ero in quel momento.

Poca importanza ha avuto che più è più volte ho dovuto ricollegarmi al presente, perché questo mi ha anche permesso di osservare ciò che c'era intorno a me in quel momento, senza distrarmi e che solitamente non avrei neppure notato perché sono sempre di fretta.
E quel rallentare è restare in contatto con il mio fisico mi ha permesso anche di allentare la tensione delle spalle e della mascella.
Provo a scrivere qualche impressione e parto dalla fine, cioè quello che ho notato durante il successivo allenamento by night: soprattutto quando abbiamo concluso con lo stretching ho avvertito di avere molto più equilibrio del solito. Questa cosa mi ha colpito davvero tanto. perché ormai sono diversi anni (inizio 2017) che pratico il nordic walking e sin dalla prima volta che ho fatto esercizi dove è necessario un po' di equilibrio, ho realizzato tristemente di essere "precocemente vecchia". E poi questa cosa la noto anche se devo salire su una scala a casa, sono molto cauta perché non mi sento stabile.

Ora, è vero che ho gli alluci valghi e il mio appoggio non può essere corretto, è vero che ultimamente ho avuto problemi di cervicale, ...
PERO'.... e vengo finalmente al punto.
Se basta un momento relativamente breve di attenzione specifica all'appoggio del piede, dove non conta solo l'esercizio fisico, ma anche l'intenzione, la concentrazione, il silenzio; se questo si può fare anche in gruppo, semplicemente perché tutti insieme abbiamo un obiettivo comune che per un attimo lascia in secondo piano la nostra necessità di essere in relazione verbale con i nostri amici, allora questo mi fa scoprire davvero ulteriori possibilità,.

E mi piacerebbe che momenti così, anche se non guidati da una persona esterna ma da voi staff RomaCammina, possano essere frequenti.
Magari una volta al mese avere una sessione nordica dove il silenzio e il lavoro specifico sull'appoggio siano un modo di aiutarci a tornare davvero con i piedi per terra, così da poter essere molto più equilibrati tra noi e fuori!

Un abbraccio e grazie sempre a tutti voi!
Ho accolto l’invito a partecipare all’incontro di camminata meditativa con curiosità, ma in fondo sentivo che sarebbe stata per me una bella esperienza.

Dalle Terme di Caracalla, siamo andate nel Parco di San Gregorio al Celio, ben protetto da sguardi indiscreti: viste dall’esterno, saremmo apparse quantomeno signore bizzarre!
Il primo comando è stato quello di assumere la posizione eretta sentendo bene l’appoggio dei piedi e prestando attenzione al nostro respiro. Già questo è stato un passaggio importante dal caos del traffico e della mia mente a una piccola oasi di quiete.
Ho allargato lo spazio del torace con respiri sempre più profondi e il cuore ha accettato questo ritmo più calmo.
Abbiamo cominciato a oscillare il corpo per prendere confidenza con noi stesse e con gentilezza abbiamo accennato i primi movimenti. Eravamo come in una scena al rallenty, bambine traballanti che devono imparare a muovere i primi passi, con un’insolita lentezza e alla ricerca di un equilibrio tutto nuovo.

Mentre procedevo accentuando l’alzata del ginocchio, per poi appoggiare il tallone e la pianta, come facciamo nella rullata nordica, la mente andava e tornava al momento presente; ho pensato di non essere capace, che la mia gamba sinistra era più debole della destra, che potevo sembrare goffa, ma poi tornavo al respiro e al famoso qui e ora.
Onestamente, mi sono sentita un po’ burattino nell’incedere quando abbiamo cercato di aggiungere al passo anche il movimento delle braccia, ma sono riuscita a essere benevola con me stessa e a lasciare andare l’implacabile giudizio.

Sono rimasta concentrata per tutto il tempo facendo del mio meglio, ma con serenità, accettando anche i rumori e le immancabili sirene. Il mio sguardo forse non è rimasto sempre rivolto davanti a me perché a volte ho cercato quello delle compagne di avventura per scambiare un sorriso, ma senza parlare: qui zero chiacchiere!
I passi, il movimento delle braccia, lo sguardo fiero in avanti, ma inclusivo della natura che ci circonda, l’attenzione al respiro e i sorrisi fanno parte delle nostre camminate di nordic, ma sicuramente questa lezione mi ha reso ancora più attenta e consapevole.

Ringrazio la maestra Emanuela per la sua offerta e RomaCammina per averla colta al volo. Le nuove esperienze di questo tipo possono arricchirci, farci sentire in armonia oppure lasciarci sensazioni non gradevoli, di inadeguatezza o di rifiuto, ma hanno il bello della condivisione e di questo dobbiamo esserne grati.
È stato un evento piacevole sia per l'ambientazione sia per la squisita insegnante che spero di rivedere e ultimo, ma non meno importante, l'aver scoperto l'acanto, tanto ammirato nei capitelli corinzi.

Grazie a voi per questa esperienza

Emanuela Fiorenzi, veneta, vive ora in Irlanda; da sempre “innamorata” della Vita e della Natura, dopo svariati studi ed esperienze sopratutto nel campo creativo-artistico e olistico nella ricerca interiore e spirituale, fonda “I Guardiani della Terra” facendo della sua filosofia di vita un progetto poliedrico per la salvaguardia del Pianeta e specializzandosi nell’insegnamento di tecniche di meditazione.

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