Insieme … a distanza: giochiamo insieme con non ti arrabbiare

GIOCHIAMO INSIEME

Non t’arrabbiarE
il percorso del buonumore (altrui)

STORIA DEL GIOCO

Il gioco venne creato a Monaco da J. F.Schmidt tra il 1907 ed il 1908, prendendo spunto dall’indiano Pachisi e dall’inglese Ludo. La forma stellata del percorso è solo una rappresentazione dell’originale basato sul giardino dell’imperatore Akbar il Grande.
Il centro del tabellone rappresenta il trono mentre le pedine erano le ragazze indiane più belle che si muovevano di casella in casella e si disputavano l’onore di giocare per l’imperatore. I dadi che decidevano la fortuna dei partecipanti consistevano in cauríes, cioè conchiglie.
Il nome Non t’arrabbiare proviene dalla parola pacis che significa venticinque in indù poiché venticinque erano le conchiglie lanciate in ogni serie.

 

DESCRIZIONE DEL GIOCO

Si tratta di un gioco di società realizzato con materiali “poveri”: un tabellone, delle pedine e un dado. Pur essendo così scarno nei componenti, semplice e di immediata comprensione ed educativo per le reazioni emotive che crea. Ma del resto è su questo che si basa Non t’arrabbiare ed il nome è stato scelto appositamente in quanto a seguito di come va il lancio del dado i giocatori proveranno emozioni contrastanti: felicità quando la buona sorte gira a loro vantaggio, rabbia, frustrazione e senso di impotenza nei lanci sfortunati.

Un ottimo gioco per gareggiare ad armi pari con i più piccoli!!!

Il tabellone ha due facce, sulla prima si può giocare fino in 4, sull’altro lato fino in 6, con un percorso di gioco che varia in funzione del lato scelto.

REGOLE DEL GIOCO

L’obiettivo di ogni giocatore è di riuscire a portare tutte le proprie pedine (in totale 4) dalla propria casa base al proprio punto di arrivo, mediante il lancio del dado.
Si prepara il gioco e una volta decisi i turni (con lancio di dado e numero maggiore) a turno ogni giocatore lancerà il dado e muoverà muoverà la pedina facendola avanzare al numero corrispondente.
Se una pedina atterra su una casella già occupata da un altro giocatore la si mangia, ovvero la si rimanda all’interno della casa base del giocatore. Nel caso si scelga di non mangiare la pedina dell’avversario gli altri giocatori potranno prendere un segnalino del malcapitato e farlo tornare alla partenza.
Se due pedine dello stesso colore finiscono sulla stessa casella le altre pedine non potranno passare (muro) fino a che almeno una delle due non si muoverà.

Quando si lancia il dado può succedere che:
- se esce 6 si muove la pedina e si lancia nuovamente;
- se esce 6 tre volte la pedina torna alla base di partenza;
- se esce 6 e tutte le pedine sono in gioco si può avanzare di 7 caselle;
- ogni volta che esce 5 si deve prendere un altro segnalino dalla casa base e metterlo in gioco, se non si hanno più segnalini in casa base si può scegliere quale, tra le diverse pedine in campo, muovere.
Stesso discorso se due segnalini dello stesso colore sono nella casella di partenza, non si inserirà in gioco una nuova pedina, ma si dovrà muovere una delle due liberando uno slot nella casella di start.

Quando una pedina mangia il segnalino di un avversario la si può far avanzare di 20 caselle (scavalcando anche un muro di due pedine), mentre quando un segnalino raggiunge il traguardo il giocatore può muovere un’altra, tra le proprie pedine di 10 passi e anche in questo caso scavalcando un eventuale muro.

Il vincitore è chi, per primo fra tutti i giocatori, riesce a portare tutte le proprie pedine al traguardo con l’esatto numero necessario a far arrivare le pedine nel corretto ordine.

#IORESTOACASA
ma mi tengo in forma

CONSIDERAZIONI

Questo gioco si basa interamente sul fattore aleatorio, dato dal lancio casuale del dado con i pro e i contro che offre il fattore fortuna. I punti a suo vantaggio sono che il gioco diviene così alla portata di chiunque, sia che sia abile che meno (quindi un bambino può gareggiare con un adulto ad armi pari), di contro ha che i giocatori alla fine possono intervenire decisamente poco per cambiare le sorti del gioco, ovvero che non è possibile decidere tattiche e strategie differenti.

Insomma un ottimo gioco per tutta la famiglia, per “sfidarsi” ad armi pari con i propri figli, soprattutto grazie alla semplicità data dalle regole, alla dipendenza della lingua totalmente assente, al set-up immediato e alla ri-giocabilità infinita.

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